Metrogranda è un’idea semplice e concreta che parte dall’idea di sfruttare al massimo ciò che si ha per realizzare un progetto multidisciplinare di sviluppo del territorio. Un’idea che vale la pena di approfondire e noi l’abbiamo fatto.

 

La proposta è di tre giovani architetti cuneesi: Andrea Delpiano, Marco Barbieri e Mattia Giusiano: anzichè tagliare i “rami secchi” del trasporto pubblico locale, immagina di ripristinare l’anello (completamente esistente) di ferrovie che già unisce le “sette sorelle”. Una area metropolitana diffusa che, rendendo più facili, efficienti ed economici gli spostamenti, costruisca un’entità capace di dialogare con quelle vicine (l’area metropolitana torinese, il progetto di “retro-porto” di Savona, il Tenda-bis verso la Francia), creando al suo interno inedite possibilità di sviluppo e benessere.

L’idea è ottima, per questo dopo uno studio accurato del progetto abbiamo deciso di aprire una verifica trasportistica della domanda di trasporto e della reddività del servizio. I dati dimostrano la piena sostenibilità economica e finanziaria del progetto.

 

Sulla base dei dati resi disponibili dalla provincia di Cuneo abbiamo costruito delle matrici degli spostamenti all’orizzonte demografico 2013. Abbiamo proiettato la popolazione dei Comuni della Granda al 2030, seguendo il tasso storico di incremento 2002-2012 e applicando i coefficienti demografici delle proiezioni di medio e lungo periodo Istat e ONU. Il dato provinciale aggregato è congruo con quello Istat.

Il corridoio circolare Cuneo-Saluzzo-Cavallermaggiore-Bra-Mondovì-Cuneo misura 75,8 km. Abbiamo ipotizzato un investimento iniziale di 7,5 milioni di € per la via di corsa; 2,9 per le opere civili; 27,5 per il materiale rotabile (5 mezzi) per un totale di 37,9 milioni.

La domanda di spostamento in trasporto pubblico è di 18.000 passeggeri al giorno.

L’effetto “MetroGranda” attrae 22.000 passeggeri al giorno su un totale di 37.000 spostamenti sul corridoio. La domanda sulla MetroGranda si stabilizza sui 25.000 passeggeri al 2030.

Il massimo coefficiente di utilizzo dei posti offerti è del 68%. Il rapporto di copertura dei costi ordinari di esercizio con i titoli tariffari è dell’87%.

Gli autori della proposta sono contattabili qui e qui.

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