LE FFS ASSUMONO 200 LAVORATORI TAGLIANDONE 1400

22/09/2016

U

na riduzione di organico è sempre una brutta notizia anche se in molti casi non saranno licenziamenti ma lavoratori che non saranno rimpiazzati quando andranno in pensione o cambieranno spontaneamente lavoro. Nelle categorie professionali interessate ai tagli, principalmente l’amministrazione, gestione del traffico, vendita o nel servizio di manovra, vi sono 500 avvicendamenti all’anno e 1300 pensionamenti. I 200 nuovi assunti lavoreranno nel settore del traffico passeggeri e merci, aree dove ci si aspetta un incremento di domanda. Il punto è capire se con il 4% di lavoratori in meno (in totale ora sono 33.200) le FFS possono mantenere intatta la loro qualità. La tecnologia può compensare: per esempio la quota di acquisti di biglietti on-line/app sale ogni anno, nel 2015 ben 18 milioni, il 40% in più rispetto all’anno precedente. 

Andreas Meyer, ceo FFS, ha affermato che per compensare il continuo aumento dei costi le ferrovie non possono aumentare i prezzi dei biglietti all’infinito anche perché ci sono nuovi player all’orizzonte, per esempio i bus low cost, che potrebbero rubare clienti. Inoltre ci sono alcuni Cantoni abbastanza in difficoltà a livello finanziario e probabilmente nei prossimi anni potrebbero esserci delle riduzioni al finanziamento delle ferrovie. Le FFS hanno quindi predisposto un piano chiamato RailFit20/30, una lista delle 400 misure individuate per tagliare i costi entro il 2020 e rimanere quindi competivi. Si punta ad un risparmio di 1,200 milioni di franchi di cui 470 milioni di riduzione costi del personale, 400 milioni riduzione spese di manutenzione, materiale e tecnologia, 300 milioni di riduzione costi d’investimento ricorrenti, attraverso, ad esempio, semplificazione degli standard e stretta collaborazione all’interno del settore nonché con i committenti (Confederazione e Cantoni) e 30 milioni di riduzione costi salariali supplementari.

Le spese operative si ridurranno di circa 900 milioni di franchi di cui 365 milioni hanno effetto sul risultato, il che consente alle FFS di investire con le proprie forze, ad esempio in materiale rotabile. I restanti 535 milioni mitigano, per Confederazione e Cantoni, l’aumento dei costi legato al potenziamento dell’offerta; ciò consente di rispettare la convenzione sulle prestazioni 2017 – 2020. L’obiettivo finale è risparmiare ben 20 miliardi di franchi entro il 2030. Su una cosa i vertici delle FFS insistono: la sicurezza e la qualità del servizio rimarranno sempre gli aspetti più importanti insieme ad un costo del biglietto stabile o addirittura in diminuzione.

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